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Chiesa, giovani, lavoro

Il 23 aprile 2014, all’Opera Don Guanella di Napoli, in Via Luigi Guanella 20, si inaugurava il Laboratorio Pizzaioli, nell’ambito del progetto “Wel-Fare Comunità da Scampia, in partenariato con l’Uneba Napoli e la Cooperativa Obiettivo Uomo e con il sostegno del Comune di Napoli. Il progetto “Wel-Fare Comunità da Scampia” intendeva avviare all’apprendimento professionale ragazzi e ragazze della periferia napoletana di età compresa tra i 16 anni e i 24 anni che difficilmente hanno opportunità lavorative significative e attraverso un tipo di interventi non più assistenziali, legati quindi al mantenimento e al sostegno, ma ineludibilmente tesi allo sviluppo e alla realizzazione di processi di empowerment, con un tipo di sostegno che perseguiva quindi finalità evolutive. Il progetto “Wel-Fare Comunità da Scampia”, ha avuto una durata di due anni e ha visto protagonisti 60 ragazzi residenti nella periferia a nord di Napoli. Al termine del progetto quattro dei ragazzi che avevano partecipato al progetto, hanno svolto un periodo di tirocinio presso alcune pizzerie del centro di Napoli (per citarne una: “al 22” in Via Pignasecca), per mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti durante il Laboratorio e avere un approccio al mondo del lavoro, accompagnati da un equipe formativa che li ha seguiti e sostenuti fino alla fine di tale esperienza. A distanza di quattro anni, con gioia possiamo constatare che la metà dei ragazzi che ha svolto il periodo di tirocinio, è stato integrato nell’organico di tali pizzerie e tutt’oggi lavora li.
Da Febbraio 2016, terminato il progetto patrocinato dal Comune di Napoli, numerosi sono stati i ragazzi che hanno manifestato la volontà ed il bisogno di frequentare il Laboratorio. La voce del successo del progetto si era già estesa presso le famiglie residenti nelle zone di Miano, Secondigliano e Piscinola. Il passaparola, portava ogni giorno giovani ragazzi presso la sede del Don Guanella di Napoli, a chiedere informazioni rispetto all’inizio e alle modalità di svolgimento del laboratorio professionalizzante.
A Marzo 2016, grazie alla generosità, l’interesse per le nuove generazioni e la determinazione del Dott.Salvatore Naldi, il Direttore dell’Opera Don Guanella Don Enzo Bugea Nobile, ha inaugurato un nuovo ciclo del Laboratorio Pizzaioli, questa volta patrocinato dal Dott.S.Naldi e portato avanti dall’Ass.Opera Guanella Fernandes.
Come per la precedente edizione, dal 2016 ad oggi l’area di intervento del progetto è quella di supporto e accompagnamento all’inclusione sociale per giovani in età 16 – 24 anni, provenienti in particolare dalle zone dell'area nord di Napoli e in generale dalle periferie napoletane, in condizione di acuto disagio sociale. Si tratta di giovani fuoriusciti dalla scuola a cui i sistemi tradizionali dell’istruzione – non per propri limiti, o almeno non esclusivamente per propri limiti – non sono stati in grado di trasferire le competenze chiave civiche e sociali e le capacità essenziali a determinare, con un grado di libertà accettabile, un proprio progetto di vita, e quindi a inserirsi nei sistemi della formazione, del lavoro, della partecipazione sociale attiva. Sono ragazze e ragazzi provenienti da ambienti familiari e sociali ad elevato rischio, a cui in alcuni casi nella scuola sono stati rilevati disturbi e deficit dell’apprendimento (i cosiddetti “BES”) senza che ciò abbia determinato una diagnosi differenziale di disabilità ex L. 104, e che dunque non godono nemmeno dell’inserzione “di ultima istanza” nei sistemi di assistenza e protezione dei servizi sociali. Sono dunque in buona parte invisibili ai monitor delle prestazioni essenziali. Nelle testimonianze di molti insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado sussiste la consapevolezza che la chiusura del ciclo dell’istruzione coincide per questi ragazzi poco più che adolescenti con un totale crollo dell’insieme di protezioni e tutele che la scuola, spesso andando oltre il proprio mandato e supplendo ad altre funzioni sociali, ha assicurato loro, e con una ricaduta in sistemi familiari e sociali acutamente problematici spesso in una dimensione multifattoriale, cioè sia economica che relazionale e sociale. La loro esclusione dai sistemi della formazione e del lavoro, e da qualunque altro sistema partecipativo e perequativo, è qualcosa di più di un problema economico, se per lavoro si intende non solo una mancata fonte di distribuzione della ricchezza e del reddito, ma anche un cantiere di socialità. In un territorio costituito fondamentalmente da una popolazione giovane e così degradato non può sfuggire, ovviamente, che le problematiche maggiori attengono alla condizione giovanile. La complessità sociale dei territori oggetto di tale intervento e l'isolamento sociale delle famiglie hanno ridotto sempre più i luoghi, gli spazi e le occasioni di incontro e di aggregazione, in particolare per le fasce di popolazione più deboli, segnatamente dei giovani. La scarsa scolarizzazione e mancanza di un nucleo familiare in grado di proteggerli, li rende vulnerabili alla captazione nei circuiti della microcriminalità, soprattutto al raggiungimento della maggiore età. L’intervento tempestivo aumenta invece in modo significativo la possibilità di prevenzione e recupero. Dall'analisi del contesto, si può dedurre, agevolmente, che la settima come l'ottava Municipalità, sono territori caratterizzati da un alto tasso di illegalità che si configura come cabina di regia delle associazioni della criminalità organizzata; da questo, si verificano numerosi casi di cittadini sottoposti a regimi penali di restrizioni della libertà personale oppure della detenzione, e le problematiche socio-economiche e familiari connesse.
Dopo le diverse sperimentazioni e i tanti progetti che hanno sostenuto i processi evolutivi del tessuto sociale, era più che mai pregnante, il bisogno di proiettare le giovani generazioni ai cambiamenti necessari, con un tipo di interventi non più assistenziali, legati quindi al "mantenimento” e al "sostegno", ma, ineludibilmente tesi allo sviluppo e alla realizzazione dei processi di empowerment. La "sfida" è stata quella di lavorare nell'ambito di ciò che una volta si chiamava educazione civica, nel tentativo di trovare nuove aree di sviluppo potenziale che consentissero di educare alle regole ed alla legalità ed al contempo incrementassero il livello di "occupabilità" di giovani attraverso l'apprendimento di un mestiere. E’ sempre più difficile, infatti, trovare posto nel mondo del lavoro, dato ancor più rilevante per quei giovani appartenenti ad aree deprivate del mezzogiorno. Anche questo secondo aspetto trova conferma nelle statistiche sull'occupazione giovanile. Partendo, quindi, dalla constatazione che il livello inadeguato delle competenze dei giovani dovute a bassi livelli di scolarità e/o di formazione é uno dei fattori della persistente stagnazione produttiva e della scarsa mobilità sociale del Paese, la lotta alla dispersione e/o il miglioramento deIl' occupabiIità, la pone, tra i servizi essenziali; a tal fine l'obiettivo misurabile maggiormente perseguibile deve essere "l'innalzamento delle competenze degli adolescenti”. Il Progetto intende, quindi, offrire dei riferimenti di socializzazione educativa che aiutino gli adolescenti a riflettere sul proprio percorso di vita, rinforzandone le capacità progettuali ed offrendo loro strumenti, abilità e competenze che Ii rendano più attrezzati a fronteggiare e ad interagire con una società sempre più complessa ed articolata.
Il progetto, dai suoi albori, ha avuto l'obiettivo di trovare nuove aree di sviluppo potenziale, che consentono di educare alle regole ed alla legalità ed al contempo incrementino il livello di "occupabilità" di giovani attraverso l'apprendimento di un mestiere, nello specifico quello di pizzaiolo. Il progetto realizza tre tipologie di attività. Una concernente l'apprendimento dei mestieri, una trasversalmente intesa relativa a tutte le azioni di sostegno educativo e di accompagnamento alla formazione, l'ultima relativa ai tirocini in pizzeria.
Per quanto riguarda la formazione al mestiere e i suoi aspetti più peculiari, nella sua prima edizione il Laboratorio Pizzaioli disponeva del un solo forno elettrico; dal 2016, grazie anche ad alcuni sponsor, è stato dotato di un forno a legna e altre numerose attrezzature. I ragazzi che partecipano a tale percorso, possono ritenere la loro formazione professionale “di ampio ventaglio” in quanto apprendono il mestiere scelto, partendo dalla preparazione dell’impasto per finire con la cottura della pizza sia nel forno elettrico che nel forno a legna. Valore aggiunto assume la preparazione di pizze fritte e di vari prodotti di friggitoria. Altro elemento degno di nota è la partecipazione ad eventi riguardante il mondo della pizza, dove i ragazzi apprendono nuove modalità di preparazione degli impasti e si aggiornano sull’uso di materie prime innovative e strumenti a supporto dei pizzaioli, all’avanguardia.
Da quel giorno ad oggi, sono più di 100 i ragazzi che hanno frequentato il Laboratorio, tanti coloro che hanno trovato un lavoro regolarmente retribuito in una pizzeria, tante sono le pizzerie entrate nella rete dei partner che ogni anno si rendono disponibili per accogliere dei ragazzi per un periodo di tirocinio formativo e tante sono le novità introdotte grazie sempre all’impegno del Dott.Naldi e del direttore Don Enzo, che mai hanno desistito a sostenere tale percorso. Alcune delle suddette pizzerie possono anche vantare di decenni di attività nel settore e prestigio: pizzeria “Al 22”, pizzria “F.lli Zombino”, pizzeria “La frasca”, pizzeria “da Gennaro”, pizzeria “Starita materdei”, “Palapizza” e ristorante-pizzeria “Miseria e Nobiltà” new entry locata ad Alberobello in Puglia che quest’anno, dopo un periodo di tirocinio, ha stipulato un contratto a ben due pizzaioli che avevano frequentato il Laboratorio.
Doveroso, a questo punto, è tirare le somme del lavoro fatto fino ad oggi ed esporre parte dei risultati raggiunti. Ogni anno circa il 10% degli allievi pizzaioli, riesce a trovare lavoro in una pizzeria; alcuni dei nostri ragazzi ci sono riusciti a Napoli, altri sono riusciti a spostarsi e lavorare in città come Milano, Alberobello, Trieste, Siracusa e Malta.
Dal 2014 ad oggi, sono tanti i passi fatti verso i giovani e per i giovani che solo per essere nati in zone periferiche come Scampia, Secondigliano e in generale nelle periferie napoletane, non possono e non devono assolutamente smettere di sognare e lottare per un futuro migliore e dignitoso. Dal 2014 ad oggi, l’Associazione Guanella-fernandes grazie aò Dott. Salvatore Naldi e la sua famiglia, l’Opera Don Guanella e i suoi partner tra i quali l’Uneba Napoli, Porselli Farine, Medaglia forni e Meking attrezzature industriali, lottano per questi giovani, per Napoli e per il futuro.

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