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Saluto a Don Pietro Pasquali

“Ti rendo lode, o Padre” (Luca 10)

Signore Gesù, che tornerai alla fine dei tempi e che sempre ritorni per chi ti cerca, ecco la tua famiglia riunita per un atto di fede nella tua vittoria sulla morte, ma anche per un impulso d’amore e di riconoscenza.

Ecco don Pietro, qui c’è solo una parte della Famiglia di don Guanella, della tua famiglia per la quale sei stato un segno, aprendo cammini a volte nuovi, altre volte già battuti, ma nascosti dalle erbacce, sempre col tuo passo da camminatore, come quando salivi le creste dei Monti che tanto amavi. Capo cordata e guida sicura, posta dalla Provvidenza per dare sicurezza e slancio ai nostri cammini. Qui c’è solo una parte, ma nei cinque continenti oggi la voce dei figli e delle figlie di don Guanella dice le parole del Salmo responsoriale che abbiamo appena pregato, pensando a te.

(Salmo responsoriale)
“Dio, dà al re il tuo giudizio, al figlio del re la tua giustizia; regga con giustizia il tuo popolo, i tuoi poveri con rettitudine”. È la descrizione di un sogno; il salmista sa che la terra di Israele è piccola, minacciata dai popoli confinanti, spesso malgovernata dai propri re. Allora invoca il Signore: “Mandacene uno degno. Donaci uno che governi con onestà e giustizia”. Chiede un capo per il suo popolo che non governi solo “in nome di Dio”, ma “come Dio vuole”. Un re così non viene dalla successione dinastica, è solo dono di Dio. Questo è stato per noi don Pietro. Una guida regalata da Dio.
Per arrivare ad essere il capo che la Provvidenza voleva, ha dovuto lavorare anzitutto su di sé, sul suo carattere stagliato e forte, sulla sua personalità solida e granitica. Ma anche sul patrimonio affettivo e culturale ereditato dalla sua generazione, sulla formazione ricevuta.

Don Pietro nasce tra le due Guerre mondiali, si forma e diventa prete prima della riforma conciliare, insegna ed entra nel mondo del governo proprio durante gli anni della contestazione e della rivoluzione pastorale voluta dal Vaticano II, è chiamato a partecipare in prima persona a tutto il lavoro del rinnovamento della vita religiosa, dei testi costituzionali e della definizione della nostra identità di guanelliani nella Chiesa e nel mondo.
Per lui che era essenzialmente uomo di tavolino, metodico e ordinato, fu una rivoluzione esporsi a viaggi, a climi più disparati, cibi, orari, lingue, abitudini, stili propri delle terre che visitava. Eppure sotto la sua guida si aprirono frontiere nuove della nostra missione: Messico, Colombia, India, Nigeria, Filippine…i primi sondaggi in Polonia.
Pietro Pasquali che aveva 4 anni quando morì suo papà e che crebbe senza padre, è stato chiamato da Dio ad essere il padre generale, cioè il padre di tutti, di tutto. Così sono i disegni di Dio…

(Prima Lettura)
Chi ha facilitato il cammino di don Pietro? Dove ha attinto grazia e sapienza per trasformare il suo cuore e servire da padre la sua famiglia?
Lo Spirito Santo, nelle sue rinnovate effusioni e nella trama del suo percorso umano, è andato modellando l’uomo don Pietro e la sua opera, come capita sempre per gli eletti di Dio. Lo dice la lettura di Isaia di questa liturgia di Avvento: “il virgulto di Iesse” che vede posarsi su di lui lo Spirito che cura ogni paura e aiuta a superare le barriere dentro e fuori.
Tu, Padre, che “nella potenza dello Spirito Santo fai vivere e santifichi l’universo”, come diremo fra poco consacrando il pane e il vino, nella stessa potenza donaci oggi occhi per vedere e orecchi per udire perchè la morte di don Pietro, nostro superiore generale, sia occasione di esultanza e non di lutto, la stessa esultanza per cui il tuo Figlio Gesú proruppe nella preghiera sorprendente riportata dal Vangelo di oggi.

(Vangelo)
Curiosamente la preghiera dell’esultanza di Cristo non nasce dal trionfo e dal successo, dalle cose che vanno a gonfie vele e dalla vittoria su ogni contrasto. Gesù è appena tornato dalla missione, ha annunciato la parola, ma il fallimento si presenta solenne. Il Messia inviato a predicare la notizia bella è snobbato e scaricato dalle elites del paese. E come reagisce Gesù al fallimento? Al suo essere scartato e ignorato?
Loda il Padre perché ha scelto altri destinatari, loda il Padre perché ha le sue vie, loda il Padre perché ha gusti diversi e preferisce il piccolo al grande. Il sapore guanelliano di questa pagina è incantevole. Una delle frasi più citate da don Guanella, quando il mondo gli faceva notare la compagnia dimessa, povera, a volte ridicola che lo circondava era “infirma mundi elégit Deus”. La compagnia del Figlio dell’uomo è la compagnia dei nullatenenti. Dei poco colti, poco furbi, poco capaci, poco importanti. Oggi il Signore Gesù, celebrando il congedo di questo nostro padre e maestro, ci chiede di pregare il Padre con le sue stesse parole:
“Ti ringraziamo Padre, perché ti è piaciuto distribuire tra noi le tenebre e la luce, la finezza di spirito e l’ottusità, l’intuizione rapida e l’incomprensione più totale, non secondo le regole mondane
che danno vantaggio ai ricchi di risorse e di appoggi, ma secondo un ordine nuovo che viene dal tuo disegno nuovo”.
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Don Pietro, nella tua famiglia, nella nostra famiglia, anche oggi non mancano le perle e le soddisfazioni. C’è tanta luce fra noi. Ma anche gli insuccessi e gli smacchi sono molti e molto evidenti.
Anche noi ci misuriamo con un panorama che non sempre suggerisce la lode e l’esultanza, circondati da povertà di ogni tipo, personali, strutturali e circostanziali. Mettici sulla bocca il canto di Cristo, del suo Cuore libero e bello, venerato in questo Santuario:
“Ti lodo Padre, Signore del cielo e della terra”. Don Pietro, invoca da Dio per noi l’atteggiamento di Maria che vede già il mondo nuovo dove i potenti sono rovesciati e gli umili sono esaltati. Ti ricorderemo per molte cose, don Pietro. Io in particolare ne porto dentro una: avevi la capacità di puntare al midollo delle problematiche dentro quadri molto complessi, sapevi individuare il punto della questione, il nodo che tutto legava e che tutto avrebbe sciolto. Ti era naturale il cammino dal complesso al semplice. Frutto di meditazione e di attenzione. Sapevi sfrondare il secondario e accessorio per individuare il cuore delle situazioni e delle sfide. Ottienici da Dio questo discernimento.

San Luigi Guanella, nostro padre nel cammino di santità, facci capaci di raccogliere l’eredità di don Pietro, di rileggere la sua parola chiara e ragionata, pulita, misurata, fresca.
Ci ha parlato del Regno di Dio e della via da te aperta per realizzarlo. Fa che non perdiamo quest’occasione per rinnovare a Cristo la promessa di dare a lui tutto, tutto il meglio, tutto il possibile. Fino all’ultimo respiro. Così sia!

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