
Suor Chiara Bosatta realizzò perfettamente l’ideale di don Guanella.
Ed egli la considerava esempio di vita e mediatrice
di don Alessandro Allegra, Superiore della Provincia San Luigi
Pensando a Chiara Bosatta, la prima tra le Figlie di Santa Maria della Provvidenza a essere proclamata beata, torna in mente ciò che san Luigi Guanella volle fosse scritto in un’epigrafe collocata sotto la sua immagine che la ritrae in preghiera davanti al Crocifisso;

La Congregazione dei Servi della Carità, comunemente conosciuta come Opera don Guanella, a somiglianza della Chiesa è una realtà non solo spirituale, ma anche sociale e giuridica; è dotata perciò di organismi di governo. Essa si compone di comunità locali e provinciali ed è regolata al vertice da un governo generale. Nell’ambito della Congregazione ciò che definiamo “Provincia” riunisce un certo numero di comunità locali in una comunità più ampia, la cui guida e animazione è affidata al Superiore provinciale, coadiuvato in questo delicato compito da altri confratelli che costituiscono il cosiddetto “Consiglio”.

Il cammino di riflessione sulla “sinodalità” della Chiesa è iniziato nell’ottobre 2020 con la prima fase, quella diocesana. Ogni diocesi è stata invitata ad organizzare consultazioni che hanno coinvolto non solo membri attivi della Chiesa cattolica, ma anche quanti non vi partecipano, come pure rappresentanti di altre confessioni cristiane, di altre religioni e chi non professa alcuna fede.
La solitudine, come un morso di una tarantola, a volte, ci inquieta e ci fa perdere la pace. Nella giovane età, ma, forse vale per ogni stagione della vita, può capitare di sentire questo morso come uno svuotamento del cuore. Si attendono persone amiche per riscaldare le fredde nebbie dei nostri sentimenti, invece esse si fanno aspettare; ci sono dei momenti in cui vorresti gridare le tue conquiste, ma nessuno ha voglia di ascoltarti. E così, l’altalena delle sensazioni ciondola dall’albero dei giorni, alternando, nel suo andirivieni, zone di ombra e di luce, il sapore dolce della felicità e quello acre della noia.

Siamo alla vigilia di una radicale trasformazione delle due province guanelliane del Sacro Cuore (Nord Italia) e di San Giuseppe (Romana). Questa fusione non è una semplice somma aritmetica. La data scelta per la fusione, quella della nascita di don Guanella, è gravida di significati: è una nuova nascita!

Riflessione di don Gabriele Cantaluppi
Da quando san Francesco a Greccio allestì il primo, famosissimo presepio nel 1223 (siamo ormai prossimi a commemorarne gli 800 anni), esso è presente nelle chiese e nelle case dei cristiani e con esso diventa familiare il messaggio di Betlemme, di semplicità, di povertà, di amore di Dio per gli uomini.

Don Guanella era a Roma, per partecipare al XVI Congresso Eucaristico Internazionale, quando il 1° giugno 1905 ebbe notizia della morte di monsignor Giovanni Battista Scalabrini. Sembra quasi che parlasse di se stesso quando in un commosso ricordo di alcuni giorni dopo lo definiva un pastore ricco di spirito di preghiera e di abbandono completo alla divina Provvidenza. E veramente erano questi i tratti, fra tanti altri, che accomunavano i due amici e che affioravano, rivivendo il ricordo degli anni in cui erano stati compagni nel Collegio Gallio a Como nel 1859-60 come prefetti di studio.
di p. Gabriele Cantaluppi
Ricorda don Guanella che già allora, maggiore più di tre anni di lui, Scalabrini si distingueva perché la sua non era una semplice sorveglianza morale e disciplinare, ma soprattutto una guida ad ascoltare, a indirizzare e sostenere, ricercata dagli studenti ed apprezzata dai Superiori.

Già negli anni passati presso don Bosco, mentre era direttore nel Collegio Salesiano a Trinità di Mondovì, don Guanella conobbe più da vicino il Terz’ordine di San Francesco di quella fraternità piemontese e il 19 Marzo del 1877 vi si affiliò, forse invitato da don Bosco, lui stesso terziario francescano.
di p. Gabriele Cantaluppi
Anche i suoi primi scritti pubblicati sono da lui firmati come terziario francescano. Prese sul serio i doveri annessi, come una spinta di impegno cristiano e sacerdotale avendo come guida e modello San Francesco d’Assisi, verso il quale nutriva sincera devozione, come pure si sentiva unito con speciale affetto a tutti i membri dei tre Ordini francescani.